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CNOS-FAP corsi di qualifica professionale nella Città Metropolitana di Torino per ragazzi e ragazze dai 14 ai 24 anni

25.01.2018

CNOS-FAP ha presentata l’offerta formativa con i corsi di qualifica professionale nella Città Metropolitana di Torino per ragazzi e ragazze dai 14 ai 24 anni in tutti i territori in cui è presente con i suoi Centri di Formazione Professionale e coglie l’occasione per proporre una riflessione in ordine alle ricadute sugli stili di vita delle nostra società derivanti anche dal sistema di istruzione e formazione professionale.

“Oggi – più di ieri – una parte importante della vita dei giovani si gioca nel contesto scolastico/formativo: la prima ragione è che l’istruzione e la formazione intrecciano la vita quotidiana delle persone per un tratto dell’esistenza più ampio rispetto al passato. La seconda è che le scelte, le esperienze e le carriere scolastico/formative, anche e soprattutto nella congiuntura attuale, hanno un impatto significativo sulle opportunità di mobilità sociale, sullo sviluppo delle competenze, sulla formazione degli stili di vita.

In una situazione in cui la qualità della vita assume importanza centrale, con la scienza e la tecnologia viaggiano verso livelli di qualità sofisticata, non è più pensabile limitare l’attenzione a sole problematiche di ordine quantitativo anche gravi, come per esempio il numero degli abbandoni scolastici (la cui media europea si colloca sul 10,7%, in Italia al 13,8%, nel 2016) , ma si deve puntare soprattutto a migliorare la qualità e l’efficacia dei sistemi di istruzione e di formazione rendendoli innovativi e dinamici in modo da consentire a tutte le persone di realizzare il loro potenziale umano.

La crisi che abbiamo attraversato ci ha risvegliati dal duplice torpore: la rassegnazione alla decrescita nei territori della “desertificazione industriale” e la condizione che vagheggiava la possibilità di vivere senza lavorare; l’offuscamento del valore del lavoro è un fenomeno culturale che ha investito gli ultimi decenni della nostra società, situazione alla quale hanno concorso tutte le principali correnti culturali: da quella marxista a quella liberale, che ha enfatizzato la componente economica dimenticando il valore antropologico e culturale, il gusto e finanche l’onore del “lavoro ben fatto”, fino anche a quella cattolica allorché  ha rivolto l’attenzione quasi esclusivamente al settore del non profit, come se l’azione profit fosse di per sé segnata inesorabilmente dal disvalore.

E’ da ritenersi che imparare lavorando – utilizzando il più possibile la formula del laboratorio – sia la chiave dell’incontro dei giovani con la cultura viva. I giovani mostrano disinteresse per la cultura scolastica se inerte e quindi insignificante («Cosa hai fatto oggi a scuola?» «Nulla!»), ma sono attratti da una proposta (dis)educativa contemporanea vacua e dissipativa  che li fa vivere sospesi nell’iperrealtà.

Occorre ora sostituire lo studente, colui che studia, con l’allievo, colui che impara dal maestro. La chiave del rinnovamento didattico sta nel fare della scuola un laboratorio per la scoperta del sapere, così da restituire alla cultura la sua vitalità.

L’Italia ha una splendida tradizione di «scuola professionale» o «scuola del lavoro». Ciò dagli albori dell’industrializzazione, specie attraverso le scuole professionali realizzate da don Bosco e dai Salesiani. Gli attuali Centri di Formazione Professionale del CNOS-FAP proseguono questa tradizione ovviamente contestualizzandola al presente, al cui centro resta l’idea del laboratorio come ambiente in cui i giovani possano scoprire il sapere, un luogo “prossimo” alla fonte della conoscenza compiuta. Perché si assiste all’intensificazione del “tono” d’azione nelle strutture educative che si premurano di sollecitare la partecipazione attiva dei propri allievi entro “cantieri d’opera” in situazione, rivolti esplicitamente, tramite l’appercezione viva della cultura, a dare risposte significative e valide alle problematiche, esigenze ed opportunità presenti nel contesto reale. Ciò accade con varie forme: l’alternanza scuola-lavoro, la fabbrica-laboratorio (FabLab), i laboratori riguardanti vari ambiti del sapere gestiti tramite unità di apprendimento interdisciplinari, gli scambi ed i concorsi, workshop ed eventi, fino anche a modalità di valutazione “competenti” tramite prove esperte e capolavori.”

A cura di Maurizio Giraudo

con il contributo di Rassegna CNOS e del Prof. Dario Nicoli

 


Le iscrizioni sono aperte e le segreterie dei CFP sono a disposizione delle famiglie anche per supportarle nelle operazioni ONLINE previste dal MIUR ormai da diversi anni.

Ecco i codici meccanografici da inserire durante le operazioni online per scegliere uno dei nostri CFP:

AGNELLI TOCF02800P

REBAUDENGO TOCF02900E

VALDOCCO TOCF03200A

SAN BENIGNO C.se TOCF00700N

Ricordiamo che è obbligatorio indicare una scuola superiore come scelta opzionale e che è opportuno fare una seconda scelta in un altro CFP vicino.

Segnaliamo che in caso di iscrizioni in eccedenza, i candidati verranno accettati secondo le seguenti priorità:

– ETÀ ANAGRAFICA, con precedenza ai nati dal 1 gennaio 2004 con percorso regolare di studi;

– COLLOQUIO DELLA FAMIGLIA CON IL DIRETTORE DEL CFP, colloquio con l’orientatore;

– ACCETTAZIONE DEL PROGETTO EDUCATIVO;

– DISTANZA GEOGRAFICA DAL CENTRO FORMAZIONE PROFESSIONALE, con priorità a chi abita e/o lavora più vicino.

IMPORTANTE – per gli allievi con disabilità occorre consegnare in segreteria la CERTIFICAZIONE AGGIORNATA con la dichiarazione di idoneità al lavoro nel laboratorio specifico per l’indirizzo scelto entro il termine ministeriale di accettazione della domanda. La domanda sarà considerata non valida in caso di dichiarazione mendace rispetto alla disabilità.

PER INFORMAZIONI: infocorsi@cnosfap.net

Per consultare l’offerta formativa dei Salesiani nei CFP del CNOS-FAP Piemonte dell’Area Metropolitana di Torino selezionare qui CORSI selezionando il selettore